Lago Niré
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Lago Niré
Belvédère

Lago Niré

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Questo itinerario alpino, nel cuore della valle della Gordolasque, vi porterà al rifugio di Nizza o Victor de Cessole, punto di partenza di diverse grandi cime del Mercantour, e infine al lago Niré, vera oasi di pace per camosci e stambecchi. 

Morfologie glaciali, migmatiti, eclogiti, viestigia degli oceani perduti... venite a scoprire qui le ricchezze geologiche della valle della Gordolasque. 



5 I patrimoni da scoprire
Geologia

Oceani scomparsi

Salendo verso il rifugio potrete notare i rilievi delle catene montuose recenti come le Alpi.

Il ghiaccio, l’acqua, il vento e la gravità sono tutti agenti atmosferici che partecipano all’erosione progressiva dei rilievi e al trasferimento dei materiali erosi verso il Mediterraneo.

Nelle Alpi-Marittime i primi agenti di erosione attivi furono i ghiacciai. Oggi sono scomparsi, ma l’erosione prosegue sotto l’azione abrasiva dei torrenti e dei fiumi che attraversano la vallata, dell’alternanza gelo-disgelo che frattura la roccia e della gravità sui versanti più ripidi.

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Geologia

La valle della Gordolasque

Il lato ovest del Grand Capelet, circondato da alte ripide vette, domina l’itinerario verso il rifugio di Nizza e il lago Niré. Questo circo glaciale selvaggio è tipico dell’erosione rapida e intensa dell’ultimo periodo di glaciazione. Oltre 20000 anni fa i ghiacciai ricoprivano l’intera vallata, prima di scavare la valle della Gordolasque a forma di U. Sull’itinerario restano ancora oggi alcune testimonianze dell’erosione glaciale: le immense lastre lisce sulle quali camminerete in certi passaggi sono state levigate da questo fenomeno.

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Fauna

Il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra)

Mammifero appartenente alla famiglia dei bovidi e alla sottofamiglia dei caprini, il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) è il montanaro per eccellenza. Può percorrere 1000m di dislivello in 15 minuti (un escursionista impiegherebbe tre ore!). Lo riconosciamo per le sue corna dritte e ricurve all’indietro nella parte terminale, più piccole rispetto a quelle dello stambecco.  

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Storia e percorso storico

La via del Sale

Il sentiero che conduce al rifugio di Nizza è uno dei passaggi secondari della via del Sale, attraverso il “Passo di Pagari”. Frequentato sin dall’antichità, questo passo deve il suo nome a Paganino dal Pozzo, un imprenditore italiano che nel 1453 venne nominato addetto alla riscossione della tassa sul sale dal duca di Savoia.

Paganino tracciò una nuova via attraverso il “Passo di Pagari” per trasportare il sale di Provenza fino a Cuneo, in Piemonte. 

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Geologia

Le eclogiti del lago Niré

Proprio sotto al lago Niré, sulla riva destra del torrente, tra le migmatiti si trovano rocce molto scure dalla forma di enormi lenticchie (i geologi parlano di “boudinage”).

Guardandole con attenzione possiamo individuare minerali molto diversi da quelli delle migmatiti. Quelli color ruggine sono granati, mentre i più scuri sono anfiboli.

Questa roccia ben distinta, caratterizzata da cristalli fini e molto densi, è un eclogite, abbastanza rara e vestigia degli oceani scomparsi. Si tratta di una roccia metamorfica, proveniente dalla trasformazione dei basalti, antiche lave della crosta oceanica.

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Descrizione

Dopo il ponte di Coutet (segnale 411), prendere il sentiero che costeggia il torrente della Gordolasque. A destra, il Grand Capelet (2935m) domina la valle con la sua imponente massa, e la Tête du lac Autier (2740m) dalla cima piatta, indica la direzione da seguire.

Oltrepassare poi un accumulo di grossi blocchi staccatisi dalla montagna, dove si può praticare la scalata.

Al segnale 413, notare la soglia glaciale e le sue rocce levigate che il torrente oltrepassa con delle cascate. Oltrepassare il fiume sulla passerella in legno e risalire sull’altra riva. Seguire allora il torrente dell’Autier fino al segnale 414. Al segnale, girare a sinistra e poi oltrepassare il Mur des Italiens.

Continuare la salita in un ambiente più caotico e ghiaioso fino alla diga del Lac de Fous costruita nel 1968 (segnale 416).

Prendere a destra il GR52 che procede lungo il lago artificiale e porta al rifugio di Nice (segnale 47). Continuare in direzione di “Baisse du Basto”.

Al segnale 418, attraversare il torrente e salire per raggiungere la valle di Niré fino al lago Niré (2350m), nascosto sotto la cima omonima.

Il ritorno avviene tramite lo stesso itinerario. 

Partenza : Ponte di Countet, segnale 411
Arrivo : Ponte di Countet, segnale 411
Comune attraversato : Belvédère

Profilo altimetro


Raccomandazioni

QUesto itinerario è lungo ma non comporta passaggi difficili. Tuttavia la presenza di neve fino a fine giugno è possibile sui picchi, riducendo la visibilità delle indicazioni.
Nel cuore del parco
Il Parco Nazionale è un territorio naturale, aperto a tutti, ma soggetto ad un regolamento che è utile conoscere per preparare il vostro soggiorno.

Luoghi di informazione

Rue Victor Maurel, 06450 Belvédère

https://www.explorenicecotedazur.com/

info.belvedere@nicecotedazurtourisme.com

04 93 03 51 66

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Place du Général de Gaulle, 06450 Saint-Martin-Vésubie

https://www.explorenicecotedazur.com/

info.saintmartinvesubie@nicecotedazurtourisme.com

04 93 03 21 28

Saperne di più

8, Avenue Kellermann - Villa Les Iris, 06450 Saint-Martin-Vésubie

http://www.mercantour-parcnational.fr

vesubie@mercantour-parcnational.fr

04 93 03 23 15

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Trasporto

A luglio e agosto una navetta raggiunge la vallée de la Gordolasque. 
Informazioni all'Ufficio del turismo di Belvédère: (04 9303 51 60).

Accesso stradale e parcheggi

Da Belvedere, prendere la strada dell Gordolasque per 12 km, sosta al parcheggio di Countet, stazione ferroviaria della valle della Gordolasque.

Parcheggio :

Parcheggio alla fine della strada della vallée de la Gordolasque ( D171 ) - Pont du Countet -

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