Péone, sentiero del patrimonio
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Péone, sentiero del patrimonio
Péone

Péone, sentiero del patrimonio

Archeologia e storia
Archittetura
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Partite con la vostra famiglia per un viaggio nel tempo alla scoperta di questo paese medievale.

“Il passato ha lasciato agli abitanti di Péone uno strabiliante patrimonio architettonico, rurale e agricolo. Terra di fede, di migrazione e di scambio ma anche terra frontaliera sottomessa a numerosi conflitti, Péone si è formata sulla storia della Provenza, della Contea di Nizza, dei Savoia e dei Grimaldi”- Chales- Ange Ginesy, Sindaco di Péone -


13 I patrimoni da scoprire
Storia e percorso storico

Un po’ di storia

Spostandosi tra i colli d’alta quota, i pastori transumanti portano le loro greggi al pascolo sugli alpeggi da tempi immemori.

Il primo atto noto, datato 1291, stabilisce i limiti tra le comunità di Guillaumes e Péone. Possiamo situare il “castrum de Pédona” all’inizio del XIII secolo, il suo castello arroccato in cima ai picchi rocciosi, le prime abitazioni sommarie ai suoi piedi.

I Péoniani hanno ricavato la propria sussistenza dall’allevamento ovino e caprino, nonché dal difficile lavoro della terra, fino alla metà del XX secolo. Il loro nomadismo, all’interno di un territorio comunale così vasto e scosceso, costituisce un caso originale nelle Alpi del sud.

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La torre superiore…

…o Torre Belleudy. Ci troviamo qui ai piedi di una delle due torri edificate per rinforzare la protezione del villaggio nel XVI secolo.

Com’è spesso il caso nelle Alpi Marittime, il villaggio di Péone trova origine nella fondazione del castello, che data dell’inizio del XIII secolo. L’abitato di Péone si ergeva tra le rocce che dominano il villaggio attuale, di cui ancora oggi possiamo trovare qualche traccia in cima ai picchi.

Un piccolo agglomerato si era formato ai piedi delle rocce, racchiuso da un muro di cinta. In questo caso parliamo di “castrum” (castello + villaggio), zona oggi inoccupata.

Più in basso, a sud-ovest, la parte più antica del villaggio attuale, che include la chiesa, potrebbe datare del XIV secolo.

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Piazza del 22° Battaglione dei Cacciatori delle Alpi

Il 22° Battaglione dei Cacciatori delle Alpi fu creato con decreto imperiale nel 1855 e messo di stanza a Nizza. Dopo il 1960 svolgerà la sua attività sull’insieme delle Alpi-Marittime e durante le campagne della Guerra d’Algeria. Dissolto il 1 agosto 1976, la piazza fu inaugurata in quello stesso anno.

Ovviamente la piazza, costituendo all’epoca una breccia nella difesa del villaggio, non è sempre esistita. I numerosi incendi che devastarono il villaggio furono probabilmente all’origine della distruzione dell’edificio che vi si trovava. La pace rese quegli elementi di difesa inutili; i materiali un tempo preziosi vennero quindi riciclati.

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La cappella dei Penitenti Bianchi

Le prime notizie della cappella dei Penitenti di Péone risalgono alla prima metà del XVII secolo. Restaurata nel 1976 per opera di privati, da qualche anno la cappella appartiene al comune.

Oltre al terrore delle epidemie, delle guerre e della fame, i popoli di montagna affrontavano ogni giorno una vita disseminata di difficoltà. La necessità di trovare soccorso e protezione spiega la presenza di confraternite di Penitenti e di numerosi luoghi di culto.

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L’oratorio St Graat

I campi estesi su 48km², difficilmente accessibili a causa dei ripidi pendii e dell’aspro clima di montagna, e la necessità di trarre profitto dall’insieme delle ricchezze della terra hanno portato i Peoni a condurre una vita nomade all’interno del territorio del comune. Si tratta di un caso praticamente unico nelle Alpi occidentali.

Le 700-800 anime recensite nel 1703 si dividevano 533 fattorie sparpagliate nel paesaggio, mentre nel villaggio occupavano 209 abitazioni. Su 232 nuclei fiscali, 89 possedevano da una a 4 località, 122 ne possedevano tra le 4 e le 7 e 21 tra le 8 e le 12. Le proprietà potevano essere distanti fino a 9km le une dalle altre.

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L’architettura medievale

Delle primissime abitazioni, casette di legna e pietra raggruppate intorno a una chiesa o ai piedi del castello, non vi è traccia. Sparsi per il villaggio troviamo però alcuni elementi caratteristici di diversi stili architettonici che hanno segnato la storia.

Numerosi elementi verranno ripresi nel corso dei secoli. La demolizione di alcune costruzioni permetterà di consolidarne o costruirne di nuove.

Le facciate a graticcio rappresentano qui un elemento originale: se l’uso della tecnica dei muri con travi a vista è frequente nelle costruzioni isolate di montagna, è invece eccezionale negli agglomerati delle Alpi Marittime.

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La formazione delle parrocchie

Sul piano religioso, la parrocchia di Péone dipese dal vescovado di Glandèves (Entrevaux) fino alla sua soppressione canonica nel 1798.

I primi fedeli dell’alta valle ebbero una sola assemblea: quella della chiesa di Nostra Signora del Buey a Guillaumes, dove il vescovo predicava e celebrava i santi Misteri circondato da sacerdoti ed altri ministri.

Il vangelo si era diffuso capillarmente nelle campagne, ci fu quindi la necessità di costruire chiese nei villaggi ed inviarvi semplici preti.

Alcune vecchie chiese del Paese Nizzardo possono esser state edificate sulle rovine di quello che fu un tempio del culto pagano in epoca gallo-romana. Le stele antiche vennero a volte riutilizzate come acquasantiere o altari.

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La salita Chamar

Immaginate di andare a prendere l’acqua alla fontana, alla sorgente della “casetta” o al Tuébi, e doverla portare fin là in alto!

Bisognerà aspettare la metà del XX secolo per avere un acquedotto ed un sistema di fognature esteso fino al vecchio villaggio.

L’acqua diventa ancora più preziosa quando non possiamo disporne a volontà. In mancanza di una sorgente, l’acqua veniva recuperata dai tetti nei giorni di pioggia oppure dalla neve. Veniva poi conservata in cisterne, che erano collegate agli edifici circostanti attraverso un insieme di grondaie in legno di larice.

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Via della Chabriette (Rue de la Chabriette)

Scendendo lungo il Chemin des Demoiselles possiamo intravedere sotto l’edera alcuni resti di muri, e una roccia nella quale è stata ricavata quella che sembra essere una scuderia per il bestiame. “Chabrairetto” significa “piccola guardiana di capre”.

Arriviamo quindi nella parte più antica del villaggio ancora in piedi. Alcuni appartamenti inoccupati da oltre 50 anni hanno conservato la memoria degli usi e costumi di una volta. Anche quando poco utilizzate, le case del villaggio sono trasmesse di generazione in generazione. La presenza di stalle nel censimento indica che la maggior parte del bestiame restava nelle case di campagna.

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Via del forno (Rue du four)

Per forza di cose, il Péonien è paesano e artigiano. La sua comunità vive praticamente in autarchia, sfruttando le proprie produzioni e fabbricazioni. Questo sottintende un buon numero di mestieri e savoir-faire al giorno d’oggi per la maggior parte dimenticati.

Nel 1789 sono recensiti: un chirurgo, un medico, due notai, un maestro e una maestra di scuola, quattro manovali, due carpentieri, sei fabbri ma anche un fabbricante di carta, 7 ciabattini, un panettiere, un cuoco, un taverniere ed un tessitore.

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Via stretta (Rue étroite)

Un tempo queste vie erano molto più larghe, ma l’aumento di popolazione obbligò gli abitanti del villaggio a procurarsi spazio attraverso estensioni urbane.

Si usava spesso costruire un piano supplementare, oppure allargare le case che sovrastano le vie d’accesso, abbastanza alte da non disturbare la circolazione. Secondo il catasto del XIX secolo, la via era già così all’epoca e si chiamava “Traversa del Forno”. Era sicuramente più larga, prima di essere ridotta dalla costruzione o dall’ingrandimento degli edifici su entrambi i lati. Trattandosi di un asse secondario avremmo potuto vederla trasformata in passaggio coperto, come il passaggio delle “catines” un po’ più avanti.

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Piazza Thomas Guérin

I tempi di pace hanno permesso di ampliare il villaggio. Sulle facciate compaiono aperture più ampie che lasciano entrare la luce, si avviano alcune attività commerciali, il fossato viene riempito, nasce la piazza. Nel 1814 sarà circondata da edifici a sud, lungo l’attuale strada di Guillaumes.

Ovunque si vada la piazza del villaggio è un luogo d’incontro, di scambi commerciali e di raccolta, una pausa dopo lunghi mesi di lavoro.

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Il lavatoio

Se durante l’anno la famiglia si spartiva il lavoro, il bucato era un’attività riservata esclusivamente alle donne. Un compito supplementare in una vita già piena di cose da fare.

Fino alla metà del XX secolo la lavatrice non esisteva, il bucato veniva fatto solo qualche volta l’anno quando il tempo lo permetteva.

Le fasi erano talmente lunghe e numerose che bisognava prevedere un’intera giornata di lavoro. Si andava a fare il bucato al lavatoio, nel torrente, in una tinozza di legno o su un apposito asse che permetteva di lavorare in piedi.

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Descrizione

Per scoprire il paese medievale attraverso le sue stradine, seguire le targhe sul suolo che indicano i differenti punti di interesse. Per completare la visita, è possibile visitare l’antico sito del castello e il suo panorama. A partire dal ponte, il sentiero vi condurrà in un quarto d’ora al belvedere des Aiguilles. 

Partenza : Ponte di Péone
Arrivo : Ponte di Péone
Comune attraversato : Péone

Profilo altimetro


Raccomandazioni

Le visite dal castello ancora visibili sono di difficile accesso. Per ragioni di sicurezza, è quindi vivamente consigliato di non allontanarsi dal sentiero segnato. 



Luoghi di informazione

Rue Saint Jean, 06470 Valberg

http://www.mercantour-parcnational.fr

varcians@mercantour-parcnational.fr

04 93 02 58 23

Saperne di più

Accesso stradale e parcheggi

Parcheggio :

Ponte di Péone

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