
Il Lago del Vei del Bouc
Lungo le sponde del lago, oltre ad ottimi prati per rilassarsi, si trovano anche spettacolari rocce montonate, testimonianza del passaggio di antichi ghiacciai. Intorno al lago, fino a non molti anni fa, si potevano rinvenire incisioni rupestri riconducibili a quelle ben più famose della Valle delle Meraviglie.
5 I patrimoni da scoprire

Uno dei faggi monumentali di fronte alla Palazzina Reale di Caccia di San Giacomo di Entracque - Roberto Pockaj
FloraI faggi di San Giacomo
Meravigliosi alcuni faggi nei pressi delle palazzine reali di caccia: si tratta probabilmente di piante separate messe a dimora molto vicine tra loro dal giardiniere reale i cui tronchi si sono fusi assieme durante la crescita dando origine ad esemplari di dimensioni davvero fuori dall'ordinario. Questi faggi maestosi sono censiti nell'elenco degli alberi monumentali della Regione Piemonte.

La Palazzina Reale di Caccia di San Giacomo - Roberto Pockaj
Storia e percorso storicoLe ex Palazzine Reali di Caccia
Le due grosse palazzine, ora di proprietà di enti religiosi, furono costruite verosimilmente tra il 1865 e il 1870 da Vittorio Emanuele II per i suoi soggiorni all'interno della Riserva Reale di Caccia. Quella di sinistra, con il bel porticato decorato a fasce orizzontali nei colori di Casa Savoia, costituiva la residenza reale vera e propria; quella di destra ospitava le stalle.
La palazzina ospitante le stalle venne poi ceduta all'esercito che la ampliò tra il 1897 e il 1898 e ne ricavò la Caserma principessa Elena.
Allocco - Augusto Rivelli
FaunaL'allocco
Fra i rapaci notturni l'allocco ricopre un ruolo importante, sia dal punto di vista ecologico sia nell'immaginario umano. E' infatti una delle specie più diffuse e quindi responsabile del controllo delle popolazioni di roditori delle aree boschive. Da parte nostra, spesso confuso con la civetta a causa dei suoi richiami striduli, ha un canto tipico che chiunque riconosce: il tipico canto lugubre da gufo. Si riconosce da gufi e civette per il colore dei suoi occhi: l’iride è completamente scuro.
PIAN DEL RAZUR - gianluca.giordano
GeologiaIl Pra del Rasur
Il grande pianoro di Pra del Rasur ha avuto origine al termine dell'ultima glaciazione, quando frane cadute dai valloni laterali hanno sbarrato il corso del torrente. I detriti apportati dal torrente stesso, ancor oggi assai tumultuoso, hanno lentamente riempito il bacino fino a formare la piana.

Le rocce montonate, uno dei segni più evidenti della presenza dei ghiacciai in epoche passate - Roberto Pockaj
Storia e percorso storicoLe incisioni rupestri preistoriche
Sulle rocce montonate intorno al lago, fino a non molto tempo fa, erano rintracciabili alcune incisioni rupestri. Oggetto di una indagine della Soprintendenza archeologica del Piemonte negli anni 1989/90, sono state individuati incisioni raffiguranti corniformi, armi e figure geometriche. Dovrebbero essere riconducibili a quelle ben più famose e numerose del vicino Monte Bego, e risalire alla seconda metà o alla fine del IV millennio a.C.
Oggi sono di fatto scomparse.
Descrizione
Qualche decina di metri a valle di San Giacomo di Entracque (1209 m), si attraversa il ponte sul Torrente Gesso della Barra. Si sale nel Vallone di Moncolomb in comune con l'itinerario "Pra del Rasur e il Gias sottano del Vei del Bouc" fino al Gias sottano del Vei del Bouc (1437 m, 1:10 ore dal San Giacomo).
Qui la strada sterrata termina e si biforca in due mulattiere: si ignora quella di destra per il Rifugio Pagarì, e si imbocca quella di sinistra per il Lago del Vei del Bouc.
La mulattiera risale lenta a tornanti il fianco del vallone, entrando per due volte all'interno di un boschetto di faggio, e raggiunge l'imbocco del Vallone del Vei del Bouc.
Ormai su sentiero, si traversa in direzione sud-est, si supera un rio e si riprende la lunghissima serie di ampi tornanti sull'assolato costone.
Intorno a quota 1840, presso un tornante verso sinistra, si trascura la traccia a destra (ometto in pietra) e ci si tiene sul sentiero principale.
Dopo qualche altra svolta, si percorre un lungo traverso verso sud-est, interrotto solo da due brevi tornanti. Ricevuta da destra la variante di cui sopra, si incontra subito un bivio: non si prende a destra, come vorrebbe il tracciato originario, perché la passerella sull'emissario del lago è andata distrutta, ma ci si tiene invece a sinistra, in direzione del Colle del Vei del Bouc.
Poco oltre il sentiero di divide ancora e si va a destra, sulla diramazione aperta di recente. La traccia perde leggermente quota e inverte la direzione di marcia per andare ad attraversare a guado su pietre l'emissario del lago. Ritrovato il tracciato della mulattiera originaria, si prosegue a sinistra e si arriva al Lago del Vei del Bouc (2042 m, 1:55 ore dal Gias sottano del Vei del Bouc).
Sui prati vicino al lago si trova un casotto di sorveglianza del Parco.
- Partenza : San Giacomo di Entracque (1210 m)
- Arrivo : Lago del Vei del Bouc (2042 m)
- Comune attraversato : Entracque
Profilo altimetro
Raccomandazioni
Accesso stradale e parcheggi
Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso. Superato Valdieri si svolta a sinistra per Entracque. Prima del paese si svolta a destra per San Giacomo poi, dopo la diga, si seguono le indicazioni a sinistra per San Giacomo. Posteggio a pagamento nella stagione estiva.
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Vicino2
Rifugi
Rifugio escursionistico S. Giacomo e Baita Monte Gelas 1226 m
La Baita Monte Gelas nasce nel 1953 grazie a Giovanni Gerbino e Caterina Mellano. Da allora la famiglia Gerbino offre ospitalità e ristoro ai frequentatori dell'alta Valle Gesso, gestendo anche l'adiacente Rifugio escursionistico San Giacomo.


